domenica 9 ottobre 2022

Autunno, finalmente!


 

Finalmente è arrivato l'autunno, finite le giornate torride, la spossatezza del caldo infinito... è arrivato il momento di godersi questa splendida stagione!

E, per fortuna, quest'anno dalle "calde bollette" l'autunno è molto più mite del solito, le giornate sono splendide!






martedì 7 giugno 2022

Vita da Quark!


 

Stasera ho esordito così sul mio stato di whatsapp "Oggi, nell'ordine, ho trovato un "boschetto" di acanto, ho visto le rondinotte fare i loro primi voli fuori dal nido e, per finire in bellezza, Ugo (ndr il cane) ha catturato un'anatra dei vicini... per fortuna è illesa!! Poi mi chiedono dove andrò in vacanza... ma qui ovviamente!!! (ieri le esperienze erano meno divertenti: formiche e un topo ma... shhhhh... non lo diciamo a nessuno!!!"

Una mia amica e collega mi ha risposto "comunque tu vivi dentro a SuperQuark, ti manca solo Alberto Angela!"

Allora.. a parte che io non vedendo la tv sono rimasta a Quark e al padre, Piero, che mi ha ammaliato nella mia gioventù con i suoi documentari e che aveva sicuramente tutt'altro spessore, ma forse sono solo di parte, per una passione più naturalistica che non archeologica (e qui i doppi sensi si sprecherebbero quindi taccio!), ma anche perché ha fatto trasmettere tanti di quei documentari fatti bene della BBC che adesso se guardi un documentario ti metti a piangere (ecco perché il mio rifiuto di essere televisivamente connessa), poi mi sono effettivamente posta la questione: io condivido con gli amici (più amiche che altro, che ci posso fare??) e pubblico sul mio stato solo foto di piante, animali, acquerelli e vita "in campagna", raramente altro se non prettamente ironico (ma anche questo lo era alla fin fine) ... forse perché tutto il resto è banale e noioso? non saprei, ma io provo gioia nel sorprendere i rondinotti spiccare i loro primi voli (e sì, oggi sono dovuta andare a lavare la macchina perché sostava da solo 4 giorni senza essere mai mossa sotto i loro nidi, ma pago volentieri questo prezzo: 5€ di puro divertimento a spruzzare la macchina di sapone, che prima ti sembra sia inverno e la neve l'abbia ricoperta,  e poi di acqua e ti bagni con l'acqua che va in tutte le direzioni e la macchina alla fine è piena di aloni... macchisseneimporta!).

Io ADORO vivere dentro a Super/Quark... mi emoziono ogni anno quando tornano le rondini (malgrado l'auto che SEMPRE parcheggio sotto i loro nidi perché vivo in un paesino e quello è il mio posto, a proposito avete mai letto "Voli" di Elena Giannini Bellotti?? io l'ho adorato!), sono contenta di scoprire piante che non conosco, di vedere la laboriosità delle formiche che tentano di invadermi il giardino e io respingo, purtroppo, anche con armi chimiche visto che tutto il resto sono bufale (il caffè sul percorso??? ma ci avete mai provato per davvero??? o, in alternativa, aprire un mutuo per spargerci la cannella??? ma SIETE fuori di testa????), mi diverto a scoprire che quello stesso topo che è entrato per 5 secondi netti in casa mia per poi essere cacciato da Ugo (ndr il solito cane di prima) è prima passato dalla casa dei vicini causando un pandemonio, sono contenta che Ugo (sempre lui) non abbia fatto perdere nemmeno una piuma all'anatra, perché quell'anatra fa parte della famiglia dei vicini e ha tutto il mio rispetto, essendo che ha seppellito i suoi due maschi e ha ben 7 o 8 anni portati con grande stile ed eleganza!!

Insomma, come dice un'amica (un'altra) c'è chi paga per venire in vacanza nelle nostre zone, noi ci abitiamo tutto l'anno... quindi quest'anno le mie vacanze saranno M*-orto, M*-giardino, M*-casa, M*-passeggiatasulmonte... potrei andare avanti all'infinito, i posti di villeggiatura non mancano! Mi godrò il mio villaggio/paese-vacanze!!

Adoro la mia vita da quark....

martedì 10 maggio 2022

Voglia di leggerezza e di primavera!!


 

Se c'è una cosa nella mia nuova vita che mi rende molto fiera e felice è quella di aver ripreso in mano i pennelli!

Era da tantissimo tempo che non dipingevo più, se non per gioco con i figli... ma l'anno scorso, per "colpa" di una cara amica, ho iniziato una nuova avventura: gli acquerelli!!

Che dire?? Dipingere con gli acquerelli è meditazione, è calma, è pura ispirazione e improvvisazione, è lasciarsi andare e lasciare andare.

In questo periodo della mia vita non ho più nessuna voglia di essere precisetta: ho voglia di esplorare, di correre dei rischi, sperimentare, stare a guardare, meravigliarmi... e gli acquerelli mi hanno letteralmente conquistata perché sono tutto questo (ma anche altro,
sono io che cerco questo!)

Ho lasciato yoga, perché non potevo permettermi entrambe le cose, ma ho trovato un mondo parallelo che mi da veramente grande soddisfazione e calma... taaaaantaaa calma!

Dipingere e guardare altri dipingere mi regala veramente una sensazione di pace, di benessere.

Non so se ad altri fa questo effetto, non è certo una novità che le arti manuali siano terapeutiche, non è che ho scoperto qualcosa di nuovo, solo che ho scoperto che, al contrario di altri, non mi stresso minimamente per il risultato, mi concentro così tanto sul processo che alla fine mi sento così rilassata e in pace che anche se ho fatto una schifezza non me ne frega niente, anzi, a volte mi diverto di più a far vedere le schifezze che ho fatto che non le cose belle!!! 

Credo che la differenza stia nelle aspettative, io non mi aspetto di fare un capolavoro, di fare qualcosa da appendere, mi aspetto di imparare qualcosa, di sperimentare qualcosa di nuovo o migliorare qualcosa che sto facendo.

Solo allora credo tutto diventi meraviglia e puro piacere.

E gli acquerelli sono tanto ma tanto simpatici... ma perché a scuola ci facevano usare quelle tremende pastiglie polverose e le chiamavano acquerelli?? Ce li hanno fatti odiare!!

Io ero frustrata, mi piaceva dipingere (uno dei primi regali "importanti" che mi ha fatto mia madre quando ero piccola, 8-9 anni, era un cavalletto perché adoravo dipingere!), ma con gli acquerelli facevo solo schifezze... ed è la ragione per cui mi sono fatta (così facilmente) convincere a provarci l'anno scorso, era una sfida, volevo capirli, imparare ad usarli.... non era possibile mi inibissero così !!!

E quindi con piacere condivido la mia felicità, oggi, primo giorno di vera primavera... è una splendida giornata!!






mercoledì 30 marzo 2022

adolescenza a 50 anni (e più)




Mi ritrovo ad affrontare l'adolescenza dei cuccioli ormai cresciuti.

Mi ritrovo ad affrontare i miei dubbi esistenziali mai risolti.

Sarà una seconda (terza/quarta/quinta...) adolescenza??


Molte mamme pubblicano sul loro stato whatsapp foto di "quando eravamo piccoli" e giocavamo per strada, con commenti su quanto eravamo più felici e sani dei nostri figli.....

La domanda sorge spontanea: i nostri nonni, i nostri genitori (che hanno vissuto la guerra e il dopo guerra) ci hanno osservati, ci hanno criticati, si sono chiesti se era questo che volevano per noi... Noi siamo qui a farci esattamente le stesse domande?

Ascolto musica punk (la mia adolescenza), ripercorro il mio percorso... è questo il mondo che avrei voluto per i miei figli?? assolutamente no.. ma, un attimo, neanche volevo dei figli!! ok, questo non è fondamentale, ma, seriamente, mi domando se il loro percorso sia così "sbagliato".

Infondo infondo siamo noi ad aver costruito tutto questo.

Alla loro età (i miei figli hanno 14 e 16 anni) eravamo iper-politicizzati/e, iper-responsabilizzati/e, loro sono dei cuccioli sprovveduti e spaventati in confronto, come un daino davanti ai fanali dell'auto, come noi lo eravamo in confronto ai nostri genitori/nonni.....

Noi collaboravamo con le faccende di casa (lavare i piatti, tenere pulita la propria stanza, lavare i panni, ...), i miei genitori addirittura collaboravano ANCHE con il lavoro dei miei nonni (mio padre consegnava il pane prima di andare a scuola per mio nonno panettiere), i miei nonni hanno iniziato a lavorare ancora prima quando hanno potuto, perché poi sono stati bombardati.... una delle mie nonne, polacca, è dovuta fuggire dal suo paese sotto le bombe quando aveva 20 anni, mio padre è nato durante la guerra, mia madre alla fine.....

Il mondo cambia, velocemente, mi domando cosa rimpiangeranno loro della loro infanzia che noi adesso non possiamo vedere o capire.

A volte mi sento vecchia. Non lo sono (ancora, formalmente), ma mi ci sento. Capisco che non posso capire.

Capisco anche che gli stiamo consegnando un mondo in cui non mi riconosco, che vorrei implodesse a volte, perché sta andando in una direzione che non mi rappresenta.

Ma loro.... quale sarà il loro futuro? Ci sarà un ritorno indietro, a valori più condivisibili, oppure il mondo andrà ancora avanti in questa direzione? E' questo IL futuro?? Se sì, mi viene da pensare che per fortuna non ci sarò....

La guerra in Ucraina apre un nuovo scenario, potrebbe essere la catastrofe oppure una riscoperta di valori, oppure (purtroppo) ci americanizzeremo sempre di più e ci (li) aspetta ancora il peggio.

Guardo i miei figli, venuti dall'altra parte del mondo, un mondo dominato dagli stati uniti, dalla coca cola e la nestlè e non capisco cosa possano aspettarsi dal futuro. Prenderanno tutto quello che arriva senza farsi domande? O si ribelleranno? Si sveglieranno da questo torpore?

Io, io che non vado più alle manifestazioni perché ormai non mi riconosco più in nessun schieramento, perché la violenza mi fa paura, perché si rischia sempre di essere manipolati.... di cosa posso lamentarmi dopo essere stata una adolescente punk, ribelle fino al midollo??

Capisco il disagio degli adolescenti, a volte mi ci riconosco pure. Anche se il mondo corre velocemente avanti.... e noi stiamo a guardare.




domenica 15 agosto 2021

Adozione: l'importanza del fare nido

 


Ai corsi preadottivi si sente spesso parlare dell'importanza di fare nido al rientro, spesso impropriamente si parla di questo solo riferito ai figli, ma, qualche illuminato, parla giustamente anche della coppia.

Giustamente perché uno/due/tre... figli che arrivano in famiglia sono uno scombussolamento totale degli equilibri, quindi non solo loro hanno bisogno di prendere le misure, ma anche noi adulti.

All'inizio è tutto maledettamente difficile, ti ritrovi a fare o a dire cose che non avresti mai pensato di sentirti dire, o a usare un tono di voce che non avresti mai usato.... Io mi sono sentita spesso mio padre sulla spalla. Lui e non mia madre, perché mentre mia madre è stata assorbita per osmosi, con mio padre le cose sono state più difficili (e i miei genitori si sono divorziati quando ero assai giovincella) ed era la persona da cui ritenevo di essere più lontana in assoluto in termini di imprinting educativo. Invece no, invece ecco la frase che avrebbe detto lui uscirmi dalle labbra, ecco che mi detesto per averla detta.... 

Quindi da una parte c'è da fare i conti con i nuovi equilibri, dall'altra trovare la propria via, il proprio modello (e non c'è tanto tempo per costruirlo, i figli adottivi sono grandicelli, capiscono, si adeguano, ti mettono alla prova....), in più, proprio perché sono grandicelli, hanno assorbito altre modalità e, all'inzio, ti devi adattare... non ti ascoltano se non urli?? e tu urla... arriverà il momento in cui il tono di voce tornerà normale, devi essere autoritaria mentre vorresti essere autorevole?? sii autoritaria, l'autorevolezza arriverà.

Lo dico adesso, ma quanto mi sono odiata i primi tempi.....

Infine (at least but not last) c'è la coppia, la coppia che dovrebbe trovare il modo e il momento per confrontarsi, che dovrebbe litigare sottovoce e di nascosto per non squillibrare il delicato equilibrio, la coppia che ha bisogno di rafforzarsi per affrontare tutte le burrasche che stanno arrivando.

Quindi ecco, la famiglia, quella di origine (i nonni, gli zii..), farebbe bene a dare tempo alla nuova famigliola appena formata di trovare un suo equilibrio, ovviamente fremono per vederli, coccolarli, viziarli... e lo possono fare, ma stando FUORI (ripeto: FUORI) da tutto quello che non li riguarda direttamente.

Non si mette in discussione davanti ai figli qualcosa che ha fatto uno dei genitori, non si contraddice, non si dà un consiglio non richiesto... suoceri, nonni, zii e tutto il resto.... mordetevi le vostre maledette lingue!!!!

Quindi, è bene prendersi tempo, tenere fuori con gentilezza i nonni magari raccontandogli le difficoltà, cercando confronto e conforto da loro, invitandoli a non esprimere giudizi o a mettere in discussione un neo-genitore.

Perché un neo-genitore sta affrontando tutte quelle burrasche di cui sopra. ha bisogno di sostegno, non di altro. E qui la coppia dev'essere dannatamente forte, perché uno dei due si farà carico di tanto lavoro e l'altro dovrà aiutare, sostenere, rincuorare, affermare, sostituire l'altro quando questo non ce la fa a fare tutto.... anche se non chiede aiuto. 

E noi, invece, su tutto questo abbiamo fatto il botto.

Nessuna di queste cose è stata osservata, l'invadenza dei nonni, la mancanza di ascolto, di empatia, anche all'interno della coppia, hanno decretato la fine burrascosa della neo-famiglia.

Un crescendo di tensioni e di rancori, che mi hanno portata a chiedermi se non fosse meglio avere due genitori divorziati che un modello come il nostro (vedi sopra quanto ritorni l'imprintig familiare "mio padre sulla spalla"), due genitori che si parlavano a malapena, non si toccavano mai, non si cercavano.

E alla fine (dopo anni di discussioni e di ricerca di un equilibrio anche precario) me ne sono andata, creando un gran bel casino. Attualmente mia figlia vive principalmente con suo padre e mio figlio principalmente con me.

La differenza è che mio figlio non viene stordito dalle cattiverie contro il padre, quindi ogni tanto lo vede. A mia figlia viene detto di tutto di più e quindi non la vedo da quasi un anno.

Quindi cosa ho mai da pontificare io? NIENTE.. infatti non pontifico, racconto solo la mia esperienza.

Forse un giorno le cose cambieranno, forse entrambi troveranno un equilibrio che adesso non hanno e trascorreranno più tempo con entrambi, non lo so, lo spero.

Con mio padre andò a finire che dopo 4 anni di lontananza mi riavvicinai... ma ci fu un gran bel lavoro di squadra alle mie spalle, dalla sua attuale moglie che ha fatto da tramite per molto tempo, a mia madre che non ha mai proferito parola contro mio padre. Non è questa la situazione. Ma, forse, lo spero, un giorno mia figlia capirà che tutto quello che le viene detto scaturisce solo dalla rabbia e non dalla ragione.

E mio figlio? Beh, lui ha principalmente bisogno di tranquillità, quindi ha scelto questa soluzione solo per poter vivere sereno, quindi quando tanta acqua sarà passata sotto i ponti e la ragione avrà ritrovato un suo spazio, allora credo che non tarderà a cercare suo padre.

domenica 1 agosto 2021

Alla ricerca del tempo perduto

 



Dicevo che sono entrata in fissa con le nuvole, mai frase fu più vera.

Ho cominciato un corso di acquerelli (in mancanza dello yoga nella pausa estiva dipingere E' meditazione) e anche lì la cosa che mi è piaciuta di più tra le cose fatte è una sperimentazione su come si mescolano i colori e, in mezzo, ci ho infilato delle nuvole... il prossimo che farò sarà la riproduzione di questa foto, le nuvole sono proprio belline, lassù, sul crinale del monte bruciato.

Erano anni che non prendevo in mano un pennello (e si vede dai risultati), benché ci sia stupore per l'ultima arrivata, io LO SO che questo non è il mio massimo, lo so che sto copiando, mi ispiro, mi metto in gioco e tengo basso il profilo, so che i risultati sono da scuola elementare.

Ma, appunto, le nuvole mi seguono anche lì. Perché la mia testa è tra le nuvole.

Ci vuole tempo per ricostruirsi.... forse tanto, forse anche troppo, non lo so.

Perché tutti questi miei scritti in realtà sono molto collegati tra di loro, magari parlo di adozione, o di morte, o di nuvole.... ma tutte queste cose stanno insieme, dentro di me.

Una persona che affronta un'adozione, un lutto, una separazione... si deve ricostruire.

Negli ultimi anni mi sono sentita fredda e estranea a tutto e tutti. Continuo a sentirmici, ma a tratti mi ritrovo, a tratti ritrovo l'entusiasmo, l'apertura agli altri....

Tempo fa (non tanto) avevo scritto questo, che poi ha dato seguito ad altri "pezzi", in cui mi ritrovo tantissimo, dove i ragni rappresentano il tempo e gli amici (e sì, c'è una citazione di De André) e quella persona a cui parlo è un'amica, non un nuovo amore che ancora sono lontana da accettare di vivere.


CUORE MURATO

 

Lo sai, non ho più dato la chiave d'accesso a nessuno.

Ho costruito un piccolo muro, piccolo ma solido intendiamoci, una roccaforte, senza porte né ponti levatoi, in cui tenerlo protetto dai venti e dalle tempeste oceaniche.

Non sapevo come proteggerlo, era a pezzi.

Sai quando ti ho cominciato a raccontare le mie paure? Quando mi sono aperta a te, che mi ascoltavi con attenzione, e ti ho parlato della burrasca emotiva in cui mi trovavo? È stato allora che ho cominciato a raccogliere pietre e terra. Ho imparato l'arte dei muri a secco.

Il muro che avevo costruito prima, tra me e Lui, pian piano si è sgretolato. Non ne avevo più bisogno, il mio cuore era protetto, al calduccio.

Quello che poi ho dovuto affrontare è stata un'altra (ri-)costruzione, quella di me.

I miei pezzi erano stati sparpagliati dal vento e dalle burrasche.

Prima di tutto ho costruito un nido, dove mettere radici e sentirmi al sicuro. Anche se al sicuro non mi sentivo.

La paura si doveva essere infilata in qualche valigia e me l'ero portata dietro.

La sera controllavo le porte. La notte mi svegliavo. Di giorno mi guardavo intorno.

Non avevo nessuna certezza e nessuna rete di salvataggio.

Ma i ragni mi hanno aiutata, tessendo una rete e raccogliendo i pezzetti con le loro zampette lunghe.

Io, allergica e solitaria, li ho dovuti ringraziare di esistere. I ragni erano venuti ad aiutarmi, hanno fatto tante simpatiche ragnatele nella mia nuova casa.

È stata la loro pazienza a farmi ritrovare quei pezzi di me di cui mi ero scordata.

 

Le mie tristezze, le insicurezze, le paure, hanno lasciato po' di spazio alle mie passioni, alla gioia, alla voglia di ridere e di condividere.

Un pochino, non tantissimo, ma quel che basta per far cominciare a germogliare tutto il resto.

 

Le radici pian pianino stanno affondando nel terreno, che si è rivelato ben più irrigato e soffice del previsto.

Quanto alla rete di salvataggio, beh, un po' i ragni, un po' si sta consolidando l'abitudine nel navigare a vista, senza bussole né mappe, e quest'oceano, che mi sembrava minaccioso, comincia a sembrarmi un mare. Più calmo. Più piatto.

 

La strada è lunga e tortuosa, ci sono ancora tante miglia davanti a me.

Devo ancora trovare la forza e il coraggio di abbandonare quella roccaforte che tiene il mio cuore al sicuro, perché lui, per ora, sta benissimo lì dov'è, ma a volte mi manca il suo battito...

martedì 20 luglio 2021

il meteo

 Quando il meteo dice "tempo variabile"

in realtà intende "non ti fidare, oggi non pioverà"

4 foto fatte in 4 momenti della giornata, con la stessa inquadratura

(e sì, mi è presa una fissa con le nuvole... e no, non ha piovuto)


 8.02

 12.37

 13.23

 20.16


domenica 18 luglio 2021

Dimmi quando tu verrai... 🎼

Quando il tuo compleanno coincide con date che vorresti dimenticare...

La mia mamma è morta 7 anni fa, 9 giorni dopo il mio compleanno, da allora il 18 giugno è diventato sinonimo di morte e non di nascita....

Stavo guardando un film in cui la ricorrenza aveva lo stesso significato, come si supera?

Io, sinceramente, non lo so.

Vorrei poterla vivere in maniera diversa, ma a giugno vado in crisi, divento instabile e vulnerabile.

Eppure sono ormai passati 7 anni.

Dicono che dopo 5 anni si supera, in effetti mi sentivo così, due anni fa, o, meglio, è stato il momento di passaggio da "piango se la nomino" a "la posso nominare senza piangere"... ma poi c'è qualcosa di viscerale e inconscio, che non controlli e non prevedi, non ci pensi ma piano piano arriva l'instabilità che riconosci solo quando la stai per superare.

Io quest'anno me ne sono resa conto il 27. LA data.

Certo, rispetto ai primi due anni una giacchettata, perché per i primi due anni il mio malumore coincideva al 27 di ogni mese, arrivava, ciclicamente, senza preavvisi, cresceva piano piano e poi esplodeva.

Nei primi due anni non mi si poteva parlare di malati, cuori, ospedali... l'istinto era la fuga.

Ho odiato chiunque me ne abbia parlato, visceralmente, fino alla fine... e c'è chi non ha capito, ha insistito, mi ha chiesto pareri, o, addirittura, di accompagnarli a trovare l'amico/parente morente perché "io ho sempre il sorriso", "trovo sempre le parole giuste per alleggerire e... capisco" cosa capisco? boh?? io non lo so, mi sento dura e fredda e a volte anche scema.... MA comunque io non ce la potevo fare, ero ancora alle prese con il mio personalissimo lutto.

E sono scappata da tutto questo.

E' vero che per me molte cose sono strettamente personali e non ne parlo (per esempio un lutto, un aborto, ...) ma questo non vuol dire che dietro quel sorriso non ci sia il bisogno di ritrovare un equilibrio, la voglia di piangere o di urlare, ma i cavoli miei sono appunto miei, non li metto in piazza. Sono strettamente personali e nessuno sa mai niente se non è un amico con la A maiuscola o se la cosa non è ormai diventata di dominio pubblico per ragioni diverse.

Forse anche per questo sono scomparsa dal blog per un po'. C'erano troppe cose di cui non volevo parlare.

E tutto questo ha coinciso anche con i primi anni di "vita di famiglia" o "costruzione del nido", i miei figli, appena arrivati, hanno assistito al crollo... perché è arrivato in maniera del tutto insaspettata e quindi è stato un vero e proprio crollo.

Ma come si supera dicevo? Io sono arrivata alla conclusione che non si supera, si impara a conviverci.

Si accetta l'assenza, si parla con le foto, con i ricordi. Si ringrazia per il tempo passato insieme, per quello che le persone ti hanno dato, per le belle esperienze fatte insieme, si superano i rimorsi per i litigi (perché chi è che non litiga in famiglia??), si convive con l'assenza.

Non c'è altro.

Lo yoga e la meditazione insegnano ad ascoltare quello che c'è e ad accettarlo per quello che è.

Il che non vuol dire rassegnarsi, vuol solo dire prendere atto dell'instabilità momentanea, o dell'impossibilità di cambiare una situazione, un evento, ma focalizzarla e prendere coscienza della propria instabilità o nervosismo. Ma anche dei momenti belli e felici.

Io ci sto ancora lavorando.

Certe cose le riconosco, altre ancora sono troppo dolorose e inconsce per essere razionalizzate al volo.... Certo che quando le visualizzo e le verbalizzo in qualche modo (a yoga io credo di aver pianto fiumi di lacrime anche durante la pratica) si apre un altro mondo, ritrovo un po' di stabilità e, curiosamente, anche le posizioni di equilibrio, mi vengono meglio del solito.

Siamo esseri imperfetti. 

E io le mie imperfezioni le coltivo. Ho un orto di imperfezioni. Cresce rigoglioso.


mercoledì 7 luglio 2021

Incontri








 

venerdì 2 luglio 2021

Adozione: l'incontro!

 


Nell'adozione la preparazione alla partenza è il periodo più carico di emozioni, positive e negative.

Ci sono i momenti in cui realizzi che tutto ciò sta per realizzarsi e i momenti in cui il tempo sembra non passare mai.... sono mesi che non hanno mai fine.
Ma io me li ricordo come un periodo di immensa gioia e grande carica.
Ovviamente sto parlando di anni fa.... se me lo aveste chiesto allora avrei raccontato di quanto mi giravano perché non riuscivamo a partire!!!
Ma il tempo lenisce e fa risaltare le cose belle...
Nel frattempo con loro abbiamo fatto qualche incontro via skype, per conoscerci un po'.... quelli me li ricordo come momenti di tensione... che cavolo gli racconto??? Poi ovviamente ci pensavano loro a stordirti di parole! Io gli parlavo degli scoiattoli in giardino, dei gatti, di noi, della loro stanza che stavamo preparando... poi ho scoperto una volta lì che loro uno scoiattolo non sapevano assolutamente che animale fosse!! Vabbè, io non avevo mai visto di persona un lama!
Ad agosto del 2013 siamo finalmente riusciti a partire, destinazione Santiago prima e poi diritti alla meta solo due giorni dopo, ancora frastornati ed emotivamente provati da tutto quello che ci stava capitando.
Come ho già detto, se c'è una cosa che i sudamericani sanno fare bene sono le relazioni e la preparazione all'adozione dei bambini, infatti i nostri ci hanno accolti a braccia aperte e ci sono letteralmente saltati in collo!
E' stato bellissimo.
Il primo incontro è andato così: ce li hanno portati nella casa dove eravamo alloggiati (e in cui eravamo arrivati da circa due minuti!), sono stati con noi qualche ora durante le quali siamo andati al mare, abbiamo fatto merenda insieme, hanno spacchettato tutte le cose che gli avevamo portato e poi sono tornati in istituto per la notte....buahhhhhh, tristi loro, tristi noi!!
Ma i loro giochi li aspettavano lì....


E loro lo sapevano!!

La notte invece di dormire abbiamo ripulito tutta la casa, la mattina dopo nuovo incontro con loro (e noi sempre più storditi!), siamo andati con loro a fare un po' di spesa, siamo tornati al mare (ce l'avevamo davanti casa), abbiamo preparato da mangiare insieme e poi ci ha chiamati lo psicologo dell'istituto per sapere se stava andando tutto bene e se ritenevamo potessero restare... come dire di no?? Era andato tutto benissimo!!!
E qui comincia l'avventura, perché da quel momento in poi hanno cominciato a costruire pian pianino la fiducia che non sarebbero tornati in istituto e quindi... iniziano le crisi!
Mia figlia credo abbia fatto di tutto per metterci alla prova, ma la sua più bella uscita (nel senso di divertente) fu, quando dopo 15 giorni che stavamo insieme e che parlavamo sempre in spagnolo, lei mi guardò e con la sua voce più candida mi chiese "porque no aprendiste español antes de venir a buscarnos?" il problema è che noi lo avevamo imparato... ma lo spagnolo di Spagna!!! E molte parole sono diverse, comunque ci capivamo e facevamo tutti e quattro di tutto per farci capire.. vabbè....
Ma non sono queste le crisi, le crisi sono quando dici di no a qualcosa (l'ennesimo dolce, o a cantare a squarciagola durante la notte o qualsiasi cosa che loro vorrebbero tanto ma è pericolosa...) e improvvisamente fuoco e fiamme, la dolce bambina si trasforma in una iena con la smania di distruggere te e tutto quello che le sta intorno!! Le cattivere che escono da quelle testoline sono a dir poco impensabili.
Urla, offese, sputi, pugni.... ce n'è voluto tanto di tempo per rasserenarli....
In tutto questo ci siamo spostati diverse volte da una città all'altra, abbiamo visitato musei per bambini, frequentato tutti i parchi e gli zoo, siamo andati al cinema, fatto volare aquiloni, viste tante spiagge, fatto castelli di sabbia, visti gli arenistas (molto famosi in Cile, fanno le sculture di sabbia), i leoni di mare, i pellicani, giocato a biglie sulla spiaggia, fatto il "bagno" nell'oceano, miliardi di visite dalla dentista (cavolo quante carie!!), svaligiato tutti i supermercati, fatto tutte le pratiche per formalizzare l'adozione, ogni volta che traslocavamo eravamo sempre più carichi, ad un certo punto un taxista si rifiutò di portarci con un solo taxi.....ci voleva la ditta di traslochi!!! Che scene assurde!!!



Nel frattempo le crisi cominciavano a diminuire, mi chiedevo se cominciare a fare le crocette sul calendario quando la giornata era filata liscia... e pian pianino si avvicinava il momento di tornare a casa... ma quella data si spostava sempre un pochino più avanti.... come ho già raccontato ci hanno fatto un sacco di scherzetti burocratici e... non ne potevamo più, le ultime settimane eravamo nervosi noi e quindi anche loro.
Loro non vedevano l'ora di conoscere i gatti (c'erano ancora Gilda, Pistone e Selva!), di prendere possesso di una stanza tutta loro, di fare nido. 
Io ero divisa, tra la voglia di tornare a casa e la paura della routine, non sarebbe più stato un mondo di vacanza perenne, c'era anche da pensare all'inserimento a scuola, a imparare l'italiano, riprendere il lavoro e poi conoscere e arginare i familiari... perché all'inizio c'è veramente bisogno di fare nido, per loro, ma anche TANTO per noi....



mercoledì 30 giugno 2021

La felicità è gatta

 


non pare aver trovato il nirvana?

Io, se fosse possibile, vorrei poter decidere in cosa reincarnarmi e, sicuramente, sarebbe il mio gatto! 

martedì 29 giugno 2021

Adozione: una maternità luuuuuuuuuuuungaaaaaa

 



Rileggendo vecchia posta (gmail ogni giorno mi manda un messaggio che dice "non ce la faccio più, puoi cancellare qualcosa o, folle che non sei altro, vuoi tenere tutto???), sono capitata su vecchie mail, vecchissime.... e ho pensato che poi non ho mai raccontato nulla di come sia andato il nostro percorso di adozione, non che ormai sia una cosa sconosciuta, l'adozione è molto più comune adesso, ma magari a qualcuno che passa casualmente da queste parti (per sbaglio) o volutamente (per conoscenza) la cosa interessa....
Il nostro percorso è iniziato 11 anni fa, esattamente nel 2010, quando, ignari di ciò che ci avrebbe aspettati, ci siamo avvicinati ai servizi sociali e abbiamo fatto le prime domande. 

A questo, come vi avevo già raccontato qui sono seguiti incontri più o meno al limite della follia con assistenti sociali e psicologhe che sono durati un bel po' di tempo.

Solo 3 anni dopo, tre corsi (organizzati nell'ordine dai servizi territoriali, USL o ASL che dir si voglia, e dalle associazioni di riferimento per le adozioni), e diversi incontri (credo una decina come minimo) con le associazioni sul territorio, avendo prima e dopo depennato tutte quelle che non ci davano certezze di fare una cosa fatta bene, abbiamo conferito il mandato ad un'associazione che ci ha dato la certezza di: a) andare in un paese non troppo a rischio (avendo deciso che NO a: bustarelle, stare sotto scorta, venire visti come i bianchi ricchi che vanno a rapire bambini, etc etc) e b) che i soldi che avremo dato all'associazione servivano proprio all'adozione e non ad altro (e i costi, a quei tempi, avevano una variabilità assurda... la differenza era tra 40 mila e 7 mila euro!!), dopodiché abbiamo dichiarato la nostra disponibilità all'adozione e sono iniziati gli incontri di nuovo con assistenti e psicologhe dei servizi territoriali (altri dai primi) e, infine, con il tribunale dei minori, dicevo solo 3 anni dopo siamo riusciti a partire.

Ognuno di questi incontri istituzionali ha lo scopo di verificare e farsi certificare millanta mila cose, tra cui malattie pregresse, vaccini fatti, che non si è pazzi e sopratutto incensurati e che la coppia è solida e resisterà al tumulto dell'adozione (e qui, ebbene sì, hanno toppato in pieno!).

Non che siano inutili, al contrario, serve a farsi un'idea di quello che si vuole, perché si è deciso di farlo e, sopra a tutto il resto, se si è capaci di assumersi questo carico da mille e con quali modalità (uno o due o più figli? disponibilità ad adottare bambini con handicap? e se sì, con quale tipo di handicap??).

Anche se, non lo nego, le idee comunque romantiche che ci facciamo sull'adozione poi si scontrano con la dura realtà.

Ma andiamo nell'ordine.

Una cosa che devo premettere è che i corsi con le associazioni, se fatti bene, sono delle bombe emotive. Noi non abbiamo dato mandato all'associazione che a me era piaciuta tantissimo solo per un motivo di paese di destinazione (ci avrebbero mandati in Congo, che per me sarebbe stato facile a livello linguistico, ma a quanto pare i congolesi non vedono molto bene le adozioni e lì si vive sotto scorta cercando di venire via il prima possibile), ma il corso che ci fecero era tutto teso ad evidenziare le problematiche che avremo dovuto affrontare (bambini che scappano, che ti rifiutano, che hanno problemi che non ti sono mai stati prospettati.....) e ogni incontro era un cazzotto nello stomaco, uscivamo da lì SEMPRE con le lacrime agli occhi, non penso di aver mai pianto così tanto se non per motivi che mi riguardavano più o meno direttamente.

Ma quel corso ci ha preparati veramente e se mai qualcuno fosse interessato/a sono disponibile a passare i contatti. E' l'unica associazione che io conosca che non abbia messo davanti a tutto la fede e la disponibilità ad accogliere (o, come dicono alcuni, l'amore da donare... arghhhhhh!!!!! E vabbè io non sono cattolica, le adozioni mica le fanno solo i cattolici!! Quindi anche noi abbiamo diritto ad avere uno spazio), ha messo davanti a tutto le difficoltà.

Perché come ci diceva la psicologa dell'associazione "è inutile che io vi faccia raccontare storie a lieto fine, quelle siete già pronti ad affrontarle, quello che dovete toccare con mano sono le difficoltà".

Io l'ho adorata. Eppure io non sono mai stata (non ero!) una dalla lacrima facile o che si va a cercare il tormentone emotivo.

E non eravamo degli sprovveduti, venivamo entrambi da realtà associative che lavoravano con minori e avevamo lavorato in quartieri difficili.... Eppure, quei racconti, quei genitori che avevano vissuto tutto sulla loro pelle e venivano a raccontarci cosa era successo e come lo avevano gestito ha aperto una porta laterale che mostrava chiarissimamente le difficoltà di questa scelta e, quando mi ci sono ritrovata io, in prima persona, ho ringraziato dal profondo del cuore di averle già metabolizzate in qualche modo.

Fatta tutta questa trafila che pare assurda ma di cui l'assurdità sta sopratutto nei tempi che richiede e nei costi che si vanno a pagare, una volta dato mandato all'associazione inizia il vero secondo tumulto emotivo: l'attesa, la partenza, l'incontro.

L'attesa, per strane coincidenze temporali, non è stata lunga, se avete un minimo di memoria rispetto a quegli anni (si sta parlando ormai del 2012) ci sono stati diversi blocchi su alcuni paesi (tra cui l'Etiopia che era la mia prima scelta, e proprio per questo poi non ci restava altro che il Congo con l'associazione di cui sopra, ma anche diversi altri che se non completamente bloccati erano molto rallentati) e poi, quando siamo partiti è stato proprio il Congo (ormai 2013) ad aver bloccato le famiglie adottive con i figli di ritorno in Italia.... per cui abbiamo avuto anche una fortuna sfacciata!!!

Ma per noi l'abbinamento è stato abbastanza veloce. Ad ottobre 2012 avevamo ricevuto la proposta di abbinamento che abbiamo accettato e confermato con tempi rapidissimi perché non c'era niente che poteva fermarci, neanche le difficoltà che ci venivano prospettate dalle relazioni (perché, in fin dei conti, abbastanza minime). Solo dopo aver accettato abbiamo ricevuto le loro foto, fino a quel momento ne conoscevamo solo una parte della storia, il sesso, l'età.... è stato un fulmine a ciel sereno!

Erano bellissimi e anche relativamente piccoli (5 anni lui, 6 e mezzo lei)...  ormai l'età dei bambini adottabili si è alzata parecchio e, non fatevi ingannare da ciò che vi possono raccontare, l'età conta TANTISSIMO!! Più piccoli sono, più facile sarà il percorso che segue, più la loro storia è nella loro memoria, più difficoltà incontreranno e incontrerete voi di riflesso (ma di questo ne parlerò un'altra volta altrimenti non finisco più).

L'organizzazione per la partenza è stata lunga, oserei dire lunghissima.....si sono frapposti mille problemi burocratici per cui non ci hanno dato il via libera per partire prima dell'agosto 2013 (quasi un anno sprecato in un istituto dall'altra parte del mondo), ma altre difficoltà ci aspettavano lì, perché il Cile per certi aspetti è organizzato benissimo (penso ai musei per bambini, alle mille attività possibili nei parchi pubblici, ai trasporti gratuiti per loro, all'assistenza psicologica che hanno i bambini in istituto, all'accuratezza delle relazioni che mandano alle famiglie....) ma i tribunali, almeno in quel periodo, sono stati veramente poco efficienti!

Per dirne solo alcune: siamo tornati con i documenti con un nome trascritto male (per cui poi ce la siamo dovuta vedere con la burocrazia italiana per far ritrovare a mia figlia il suo vero nome!!), ci sono stati scioperi, documenti persi, trascritti male, documenti rubati, tempi raddoppiati per l'emissione dei passaporti e del visto per il rientro, tutto lungo, troppo lungo... eravamo partiti ad inizio agosto, siamo tornati ad inizio novembre. Abbiamo rinviato il rientro credo almeno 3 volte.

Non dico che il tempo trascorso lì sia stato tempo perso, per certi aspetti al contrario ci ha permesso di conoscere un po' il paese, meglio la lingua (che poi sarebbe servita dopo, con l'inserimento a scuola) e, forse sopratutto, ha creato una specie di cuscinetto tra l'incontro e la partenza, perché mettendosi nella loro pelle quanto dev'essere difficile incontrare due sconosciuti, fidarsi di loro (dopo tutto ciò che ti è successo) e attraversare il grande oceano per andare a vivere con loro??

Ecco, questa rimane una mia grande perplessità sulle adozioni internazionali.

Perché alla fine questi bambini sono sradicati e innestati altrove, in un paese diverso, dove la lingua e il cibo sono diversi, dove gli altri bambini già si conoscono e loro non conoscono nessuno ( i miei si sono inseriti alle elementari.... non è stato facile!!), ci sono mille ostacoli, tra cui, purtroppo in questa società, anche il colore della pelle ha il suo peso.

Non sono state molte le manifestazioni di razzismo, ma se si pensa a due cuccioli disorientati e frastornati ci manca anche questo!

Eppure io stessa sono stata una bambina sradicata (da straniera, ma comunque europea, cresciuta in Italia), quindi avevo mille risorse a disposizione, ma sono anche ben consapevole di quanto sia difficile radicarsi e sentirsi parte di qualcosa senza, per forza, perdere la propria identità.


Ho letto un bellissimo articolo recentemente, su un libro scritto da una donna inglese di colore, che diceva come sia importante riconoscere e non negare la diversità, per diversi motivi, ovviamente lei parlava dell'essere donna e di colore in una società di bianchi, io in comune con lei ho solo di essere donna... poi sono bianca slavata!!

Non avevo subito fatto il parallelo. In effetti la cosa che a me ha sempre dato profondamente fastidio è quando le persone mi dicevano "ma ormai sei italiana!" (non è un errore, uso il passato perché adesso ci passo sopra), certo, lo sono, nel senso che sto qui da tantissimi anni, ho una carta di identità come la vostra e parlo correttamente la vostra lingua.... ma è la vostra, non la mia, è il vostro paese, ci sono i vostri parenti, io i miei parenti li vedevo ogni estate non ogni domenica o ogni volta che ne avevo voglia, le mie radici per tantissimo tempo sono state lì ma sono stata cresciuta qui. Ci sono tantissime evidenze della mia "estraneità" e non perché io voglia prendere le distanze, non le voglio assolutamente quelle distanze, ma sono fiera delle mie differenze e pretendo che non siano annullate da una stupida frase che dimostra solo la scarsa intelligenza di chi la pronuncia. 

Quello che voglio anche dire è che non tutti vogliamo fare parte del branco annullando i nostri gusti personali, le nostre idee o il nostro modo di vestirci o di vivere la maternità (e queste ultime valgono per tutti), ad alcuni non frega proprio un bel niente di cosa pensano gli altri se si mettono i sandali ad aprile, se al bar la gente si gira perché bevono un caffè, secondo loro, disgustoso, o se in spiaggia tutti si girano perché sei bianca che più bianca non si può (tant'è che si permettono commenti pensando che tanto sei straniera e non capisci) o qualsiasi altra evidenza di "persona non integrata", non mi sento non integrata, mi sento diversa.

E questo non è facile da accettare o da far accettare, ci sono anche quelli che alzano sprezzanti il sopracciglio (ne conosco uno ma non farò nomi) quando presentandoti, su domanda visto il nome e il cognome che porti (!!), rispondi che sì, non sei italiana, perché pensano che te la tiri tanto visto che sei cresciuta qui.... ma io non me la tiro, semplicemente sono stata cresciuta qui sì, ma da due genitori che di italiano non avevano proprio niente di niente!!!

E quindi, tornando ai figli, se vengono da lontano, devono anche affrontare questa difficoltà, e, se sono testardi come me, ci metteranno anni a radicarsi, io ce ne ho messi davvero tantissimi.... e non è una questione di apparenza (forse ho fatto esempi sbagliati).... è una questione di radici, e quando si trapianta un alberello ancora piccolo è più facile farlo attecchire, ma se l'albero è già cresciutello ci sono tante difficoltà da mettere in conto.


(per ora la chiudo qui o diventa troppo lunga, ci tornerò presto, promesso, sulla storia dell'adozione!)

lunedì 28 giugno 2021

ma... più di 8 ore??

 

(mi dicono venga da facebook, ma siccome io su faccialibro mi rifiuto di esserci, non so dirvi l'autore/autrice di questa genialata!!)


Quando torno a casa, la MIA casa, comprata in un momento in cui non ero più me stessa ma aiutata da vere amiche,  in mezzo ad una zona che aveva preso fuoco l'anno prima (e sì, c'è stato un altro incendio qui e molto più esteso e devastante di quello di cui vi parlavo anni fa e con in più una certezza certa: è stato doloso) , mi sento a casa.
È il mio nido, la mia certezza, il mio rifugio, anche in questa pandemia che ci ha travolti.
È uno spazio dove sono me stessa.
Negli ultimi anni sono successe diverse cose, è morta mia madre, mio padre ha avuto un ictus, poi gli hanno anche diagnosticato un parkinson, poi mi sono separata, attualmente i figli stanno uno da uno e l'altro da l'altro. Non vedo mia figlia da tanto, troppo tempo.  

L'ex-padre, come amo chiamarlo perché mette delle distanze ragionevoli ed emotive, mi fa una guerra senza confini, coinvolgendo anche i figli.
Ma qui, a casa MIA, mi sento a casa.
Lo yoga mi ha aiutata tanto in questi anni.
Anche quando stare ferma sul tappetino ad ascoltare il mio respiro era quasi impensabile, quando i miei piedi non ne volevano sapere di stare a terra, di radicarsi.... Le dita si alzavano verso il cielo, volevo fuggire e contemporaneamente avevo tanta paura di farlo.
Sapevo che mi aspettava una guerra, sapevo che avrebbe fatto male. Sapevo che sarei stata accusata di cose che a me neanche passano dall'anticamera del cervello.
Sapevo che avevo paura di lui. Delle sue reazioni.
Non è stato, non è, facile parlarne, perché si tratta di sensazioni e non di certezze.

Non ho lividi, prove tangibili....  
Ma essere sempre e continuamente messi ferocemente in discussione, denigrati, mai accolti, rende molto ma molto "fragili".

Ma qui ho trovato le mie radici.
La paura si è fatta più piccola, più gestibile.
Le nausee a volte (ancora troppo spesso??) tornano.
Perché come direbbe Bersani (il cantante) "a volte mi ritrovo con la nausea a fare l'equilibrista con le mie emozioni".
Perché un matrimonio che finisce male, una separazione, è tosta, e io, tosta, non lo sono.

Per niente.

  
Ho attraversato la tempesta e, a volte, le onde sono ancora alte, ma, altre volte, l'orizzonte si fa intravedere e le mie spalle si fanno più larghe.
Non so come ho fatto ad attraversarla. A volte mi chiedo se semplicemente il grande oceano burrascoso non si sia solo pacato un momento per poi farsi più feroce di prima.

Spero che la costa sia vicina, che la felicità torni nella mia vita, nella mia mente, ancora troppo spaventata per poter affrontare altre avventure.
Nel frattempo mi godo piccoli attimi di serenità e vivo alla giornata, cercando di godermi tutti quei piccoli momenti che mi rendono fiduciosa e dannatamente troppo ottimista!
Ma meglio essere inguaribilmente ottimisti che acidi e irrisolti.
Andrà tutto bene e non parlo del corona virus.

venerdì 25 giugno 2021

tutto iniziò con un mazzo di fiori...

 


Ma quale mazzo di fiori posso gradire di più io??

A me piace cucinare, in più i fiori di zucchina hanno un'armonia di colori ineguagliabile e quanto mi piacciono tutte quelle loro arricciolature....

Con un mio vicino quest'anno abbiamo deciso di fare un orto condiviso, la condivisione sta nel fatto che lui lavora sodo, io... ehm... godo dei frutti dell'orto, il giardino è mio, le ore di lavoro tutte sue.... ops!!

Lo ringrazio davvero tanto, mi dispiace si accolli tutto il duro lavoro ma nel profondo so anche che io non ce la posso più fare... madre ormai single, cinquantenne, casa, lavoro, giardino, figlio con gli esami di terza media, separazione disastrosa in corso... troppo per me!!!

Per cui lui è felice di avere un pezzo del mio giardino a disposizione, io sono felice di riavere finalmente un orto e circa 120 mq in meno di cui occuparmi con taglio erba, alberi, etc. Quindi, se dura, per ora siamo entrambi soddisfatti.

Poi il nostro orto è da rivista di fotografia orticola, bello bello bello!

E i sapori... sono tutta un'altra cosa!

L'unico, vero, problema. sono le quantità, perché i primi mazzi di fiori li ho ammirati, fotografati, destrutturati, riempiti secondo vecchie ricette che avevo intuito quando studente facevo la cameriera in un noto ristorante.... ma adesso, quasi non li guardo più, penso solo... ancora zucchine???

Perché poi a casa mia le mangio solo io.... e quindi già mi prefiguro quando il mio vicino e la sua grande famiglia saranno in vacanza, penso che rifornirò mezza regione di zucchine!!!

Bello l'orto ma le quantità vanno regolate un pochino meglio... 

Intanto provo tante ricette diverse, molte ancora in fase di perfezionamento.


giovedì 24 giugno 2021

alba e nuvole...




La mattina mi sveglio presto

Sembra mi chiami il cinguettio degli uccelli, il volo delle rondini, il fresco, 

Ma sopratutto ci sono cieli che sembrano dipinti.

Quando il sole è ancora dietro il monte, quando ancora deve spuntare e farci evaporare, mi siedo fuori, con la tazza di caffè in mano, e mi perdo ad ammirare le acrobazie delle rondini e questi cieli che ogni mattina mi illudono con le loro nuvole.

Ma non mi sento tradita, perché sembrano essere state messe lì per farmi sorridere, per farmi augurare dal profondo del cuore un BUON giorno a tutto il mondo.




 

giovedì 10 giugno 2021

Quando il sole si fa luna

 


Quando il sole si fa luna

c'è qualcosa di poetico, no?!?



(eclissi di sole del 10/06/2021, immagini "rubate" in tempo reale sul sito della NASA)

venerdì 20 marzo 2020

Facciamo il punto






11 giorni che siamo a casa

2 uscite per fare la spesa

1 uscita per andare in ufficio a stampare/scansionare/recuperare oggetti utili a lavorare da casa

10 giorni passati davanti al computer tra lavoro, ricerca di informazioni su come sta andando, distrazioni

3 giorni dall'attivazione della didattica a distanza

2 giorni che la figlia la segue

2 giorni che il figlio non riesce a collegarsi

10 giorni che sono subissati di compiti a casa

1 lezione di yoga via skype

... pare durerà ancora molto...

staccatemi da questo attrezzo infernale o finirà come nel video!!!!



P.S. a proposito di didattica a distanza ho trovato interessante questo articolo:
https://www.ilsole24ore.com/art/genitori-e-figli-come-sopravvivere-didattica-distanza-ADUCFUE  


venerdì 13 marzo 2020

la follia... ai tempi del coronavirus!


Diario di una mamma sull'orlo di una crisi di nervi....

Mi sveglio stamattina e ricevo questo:




😂😂😂 ahahahahahah!!! mi fa troppo ridere!!! Lo pubblico sul mio stato....

Poi arrivano una serie di messaggi da scuola che mettono a dura prova la mia serenità, password da ricevere, piattaforme da attivare... e poi: i compiti da fare, lavorare, preparare da mangiare, lavarsi, vestirsi (e... FAR lavare, FAR vestire!!)... ma, ingenuamente, penso che sopravviverò!

In realtà arrivo senza rendermene conto alle 16 e... acc! sono sempre in pigiama!! vabbè, dai, nel frattempo ho fatto tutto il resto!!
Ma contemporaneamente continuano ad arrivare altri messaggi e.... mi sbellico dalle risate (perché messi insieme sono da sbellicarsi, anche se non sono esattamente arrivati tutti oggi)

Messaggio nr 1

Stiamo lanciando questa iniziativa: ogni famiglia dovrebbe disegnare un ​​arcobaleno su un cartellone o un lenzuolo, con la scritta “tutto andrà bene” per poi appenderlo su finestre\balconi o terrazze. Vogliamo lanciare un’onda di positività e in più i bimbi si divertiranno a dipingere 🎨 Fate girare questo messaggio. Iniziativa ludica per dare un po’ di colore a questa situazione grigia. 🌈 #andràtuttobene


Messaggio nr 2



Messaggio nr 3

*Flashmob sabato 14 marzo* - ore *12:00* - Tutti alle finestre per un lungo APPLAUSO di ringraziamento a tutti coloro che stanno lavorando per noi negli Ospedali e di incoraggiamento a noi.
Un gesto semplice per unire le nostre mani.
Condivi e fai girare


Quindi, fatemi capire... nell'ordine: mi sveglio la mattina e metto fuori il lenzuolo, alle 12 mi affaccio e applaudo, alle 18 mi affaccio nuovamente e suono uno strumento (che non so suonare!) e... alle 19.32 arriva psichiatria???


questo è poco ma sicuro!!!

mercoledì 11 marzo 2020

la curva fa paura


e... no, non sto parlando di calcio, né di strade pericolose, parlo di quella curva che ci dice che in soli 10 giorni sono aumentati di 10 volte i numeri dei contagiati, negli ultimi 3 sono semplicemente raddoppiati!

allora smettiamo di disegnare curve maledizione, facciamo solo linee rette, ovvero STATE A CASA!!!!

Oggi non sono in vena di ironia, oggi sono in vena di sostenere la campagna #iorestoacasa, perché stamani sono uscita per la prima volta da lunedì e ho trovato TROPPA GENTE A GIRO....

Vabbè, il darwinismo non è una barzelletta, io resto a casa! E per gli altri... provvederà la selezione naturale!


#iorestoacasa e.... cucino!

per la ricetta vedere qui




martedì 10 marzo 2020

pro e contro di un implacabile virus

Il coronavirus ci ha bloccati (indiscutibilmente) tutti a casa, sarà faticoso visto il lungo periodo, sarà pure sfibrante, ma vediamone pro e contro (con un poco di ironia, non abbiatevene a male!):

PRO

1. i sani potrebbero organizzare delle vacanze al caldo, per ridurre la possibilità di ammalarsi, tutti in spiaggia a prendere il sole!!! vitamina D assicurata, riduzione di raffreddori e mal di gola (ma attenti a non tossire o starnutire che altrimenti i vicini di ombrellone vi guarderanno male, eh?!?), tanto relax.

2. inaspettata riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante: la natura ci ringrazia (e anche Greta, sì!)

3. misure di protezione: un metro di distanza (minimo) da tutti, finiti i baci appiccicosi, gli abbracci finti, le strette di mano con gli sconosciuti, la zia Concetta che non la finisce di dare i pizzicotti sulle guance a vostra figlia!

4. igiene: finalmente, prima di uscire dal bagno, tutti si sentono in obbligo di lavarsi le mani!! alé!!! e anche vostro marito e/o i vostri figli smetteranno di ringhiare quando gli ricordate (per la miliardesima volta) di lavarsi le mani prima di andare a tavola, perché se non lo fate voi comunque ci penseranno la TV, i giornali, i medici e i vicini di casa, santa epidemia!!!

5. riduzione del numero di abitanti su questo pianeta, da quanto tempo ormai sentiamo dire che siamo in troppi?? Già Malthus, nell'800, sosteneva che erano necessarie guerre, carestie ed epidemie per controllare lo sfrenato aumento demografico e.... beh, ci siamo! Ci abbiamo provato con le guerre e le carestie (sia chiaro: sempre a casa di altri!) ma non ha funzionato.
Le sue teorie, per quanto ci siano sembrate assurde ai tempi del liceo, ora che le rileggiamo (vd: ora che abbiamo tempo per andarcele a rileggere) ci sembrano quasi quasi sensate....
[beh, in realtà, questa teoria è priva di fondamenta, perché se andiamo a vedere le statistiche restano comunque maggiori i numeri dei nuovi nati (ieri contavano 72.000 nati in più sul pianeta), ma questo non lo diciamo, giusto per sostenere la nostra tesi.]

6. riduzione del numero di anziani e pensionati, inclusi gli odiosi suoceri (!!!!), a cui porterete i figli in modo da ammorbarli, nel vero senso della parola!!! con conseguenti nuovi posti di lavoro e maggiori entrate per le nostre pensioni e per i bonus alle famiglie che devono restare a casa (perché, dove pensavate che avrebbero trovato i soldi?? o da qui o ce li faranno ripagare tutti....) , ma sopratutto maggior serenità familiare!
[ok, questa potrebbe urtare la sensibilità di alcuni, nel caso tenete a mente i suoceri.... sì, pensate anche poco poco a loro, non occorre esagerare!! un pensierino e via.....]

7. nessun alcool test quando guidate allegramente dal divano al letto...


e quando finirà il vino... usciremo a comprarne altro! (ci hanno garantito che i supermercati resteranno aperti, no?!?)
Non solo ma sarà anche la fine delle notizie dei TG sui pazzi che si mettono al volante con un tasso alcolemico che ucciderebbe anche uno stormo di pellicani del Nebraska e fanno strike con i pedoni...

CONTRO

1. i figli sono bloccati in casa con noi e... si annoiano, hanno compiti da fare, non ci lasciano lavorare in pace, eppure i supermercati sono aperti per cui ci toccherà fare la spesa, quindi bisognerà pur lavorare!!

2. vedi sopra: chi può, lavora da casa, nemmeno l'epidemia ci salva!!!

 ... non mi viene in mente niente altro.. non pensate anche voi che il bilancio sia favorevole??