martedì 7 giugno 2022

Vita da Quark!


 

Stasera ho esordito così sul mio stato di whatsapp "Oggi, nell'ordine, ho trovato un "boschetto" di acanto, ho visto le rondinotte fare i loro primi voli fuori dal nido e, per finire in bellezza, Ugo (ndr il cane) ha catturato un'anatra dei vicini... per fortuna è illesa!! Poi mi chiedono dove andrò in vacanza... ma qui ovviamente!!! (ieri le esperienze erano meno divertenti: formiche e un topo ma... shhhhh... non lo diciamo a nessuno!!!"

Una mia amica e collega mi ha risposto "comunque tu vivi dentro a SuperQuark, ti manca solo Alberto Angela!"

Allora.. a parte che io non vedendo la tv sono rimasta a Quark e al padre, Piero, che mi ha ammaliato nella mia gioventù con i suoi documentari e che aveva sicuramente tutt'altro spessore, ma forse sono solo di parte, per una passione più naturalistica che non archeologica (e qui i doppi sensi si sprecherebbero quindi taccio!), ma anche perché ha fatto trasmettere tanti di quei documentari fatti bene della BBC che adesso se guardi un documentario ti metti a piangere (ecco perché il mio rifiuto di essere televisivamente connessa), poi mi sono effettivamente posta la questione: io condivido con gli amici (più amiche che altro, che ci posso fare??) e pubblico sul mio stato solo foto di piante, animali, acquerelli e vita "in campagna", raramente altro se non prettamente ironico (ma anche questo lo era alla fin fine) ... forse perché tutto il resto è banale e noioso? non saprei, ma io provo gioia nel sorprendere i rondinotti spiccare i loro primi voli (e sì, oggi sono dovuta andare a lavare la macchina perché sostava da solo 4 giorni senza essere mai mossa sotto i loro nidi, ma pago volentieri questo prezzo: 5€ di puro divertimento a spruzzare la macchina di sapone, che prima ti sembra sia inverno e la neve l'abbia ricoperta,  e poi di acqua e ti bagni con l'acqua che va in tutte le direzioni e la macchina alla fine è piena di aloni... macchisseneimporta!).

Io ADORO vivere dentro a Super/Quark... mi emoziono ogni anno quando tornano le rondini (malgrado l'auto che SEMPRE parcheggio sotto i loro nidi perché vivo in un paesino e quello è il mio posto, a proposito avete mai letto "Voli" di Elena Giannini Bellotti?? io l'ho adorato!), sono contenta di scoprire piante che non conosco, di vedere la laboriosità delle formiche che tentano di invadermi il giardino e io respingo, purtroppo, anche con armi chimiche visto che tutto il resto sono bufale (il caffè sul percorso??? ma ci avete mai provato per davvero??? o, in alternativa, aprire un mutuo per spargerci la cannella??? ma SIETE fuori di testa????), mi diverto a scoprire che quello stesso topo che è entrato per 5 secondi netti in casa mia per poi essere cacciato da Ugo (ndr il solito cane di prima) è prima passato dalla casa dei vicini causando un pandemonio, sono contenta che Ugo (sempre lui) non abbia fatto perdere nemmeno una piuma all'anatra, perché quell'anatra fa parte della famiglia dei vicini e ha tutto il mio rispetto, essendo che ha seppellito i suoi due maschi e ha ben 7 o 8 anni portati con grande stile ed eleganza!!

Insomma, come dice un'amica (un'altra) c'è chi paga per venire in vacanza nelle nostre zone, noi ci abitiamo tutto l'anno... quindi quest'anno le mie vacanze saranno M*-orto, M*-giardino, M*-casa, M*-passeggiatasulmonte... potrei andare avanti all'infinito, i posti di villeggiatura non mancano! Mi godrò il mio villaggio/paese-vacanze!!

Adoro la mia vita da quark....

martedì 10 maggio 2022

Voglia di leggerezza e di primavera!!


 

Se c'è una cosa nella mia nuova vita che mi rende molto fiera e felice è quella di aver ripreso in mano i pennelli!

Era da tantissimo tempo che non dipingevo più, se non per gioco con i figli... ma l'anno scorso, per "colpa" di una cara amica, ho iniziato una nuova avventura: gli acquerelli!!

Che dire?? Dipingere con gli acquerelli è meditazione, è calma, è pura ispirazione e improvvisazione, è lasciarsi andare e lasciare andare.

In questo periodo della mia vita non ho più nessuna voglia di essere precisetta: ho voglia di esplorare, di correre dei rischi, sperimentare, stare a guardare, meravigliarmi... e gli acquerelli mi hanno letteralmente conquistata perché sono tutto questo (ma anche altro,
sono io che cerco questo!)

Ho lasciato yoga, perché non potevo permettermi entrambe le cose, ma ho trovato un mondo parallelo che mi da veramente grande soddisfazione e calma... taaaaantaaa calma!

Dipingere e guardare altri dipingere mi regala veramente una sensazione di pace, di benessere.

Non so se ad altri fa questo effetto, non è certo una novità che le arti manuali siano terapeutiche, non è che ho scoperto qualcosa di nuovo, solo che ho scoperto che, al contrario di altri, non mi stresso minimamente per il risultato, mi concentro così tanto sul processo che alla fine mi sento così rilassata e in pace che anche se ho fatto una schifezza non me ne frega niente, anzi, a volte mi diverto di più a far vedere le schifezze che ho fatto che non le cose belle!!! 

Credo che la differenza stia nelle aspettative, io non mi aspetto di fare un capolavoro, di fare qualcosa da appendere, mi aspetto di imparare qualcosa, di sperimentare qualcosa di nuovo o migliorare qualcosa che sto facendo.

Solo allora credo tutto diventi meraviglia e puro piacere.

E gli acquerelli sono tanto ma tanto simpatici... ma perché a scuola ci facevano usare quelle tremende pastiglie polverose e le chiamavano acquerelli?? Ce li hanno fatti odiare!!

Io ero frustrata, mi piaceva dipingere (uno dei primi regali "importanti" che mi ha fatto mia madre quando ero piccola, 8-9 anni, era un cavalletto perché adoravo dipingere!), ma con gli acquerelli facevo solo schifezze... ed è la ragione per cui mi sono fatta (così facilmente) convincere a provarci l'anno scorso, era una sfida, volevo capirli, imparare ad usarli.... non era possibile mi inibissero così !!!

E quindi con piacere condivido la mia felicità, oggi, primo giorno di vera primavera... è una splendida giornata!!






mercoledì 30 marzo 2022

adolescenza a 50 anni (e più)




Mi ritrovo ad affrontare l'adolescenza dei cuccioli ormai cresciuti.

Mi ritrovo ad affrontare i miei dubbi esistenziali mai risolti.

Sarà una seconda (terza/quarta/quinta...) adolescenza??


Molte mamme pubblicano sul loro stato whatsapp foto di "quando eravamo piccoli" e giocavamo per strada, con commenti su quanto eravamo più felici e sani dei nostri figli.....

La domanda sorge spontanea: i nostri nonni, i nostri genitori (che hanno vissuto la guerra e il dopo guerra) ci hanno osservati, ci hanno criticati, si sono chiesti se era questo che volevano per noi... Noi siamo qui a farci esattamente le stesse domande?

Ascolto musica punk (la mia adolescenza), ripercorro il mio percorso... è questo il mondo che avrei voluto per i miei figli?? assolutamente no.. ma, un attimo, neanche volevo dei figli!! ok, questo non è fondamentale, ma, seriamente, mi domando se il loro percorso sia così "sbagliato".

Infondo infondo siamo noi ad aver costruito tutto questo.

Alla loro età (i miei figli hanno 14 e 16 anni) eravamo iper-politicizzati/e, iper-responsabilizzati/e, loro sono dei cuccioli sprovveduti e spaventati in confronto, come un daino davanti ai fanali dell'auto, come noi lo eravamo in confronto ai nostri genitori/nonni.....

Noi collaboravamo con le faccende di casa (lavare i piatti, tenere pulita la propria stanza, lavare i panni, ...), i miei genitori addirittura collaboravano ANCHE con il lavoro dei miei nonni (mio padre consegnava il pane prima di andare a scuola per mio nonno panettiere), i miei nonni hanno iniziato a lavorare ancora prima quando hanno potuto, perché poi sono stati bombardati.... una delle mie nonne, polacca, è dovuta fuggire dal suo paese sotto le bombe quando aveva 20 anni, mio padre è nato durante la guerra, mia madre alla fine.....

Il mondo cambia, velocemente, mi domando cosa rimpiangeranno loro della loro infanzia che noi adesso non possiamo vedere o capire.

A volte mi sento vecchia. Non lo sono (ancora, formalmente), ma mi ci sento. Capisco che non posso capire.

Capisco anche che gli stiamo consegnando un mondo in cui non mi riconosco, che vorrei implodesse a volte, perché sta andando in una direzione che non mi rappresenta.

Ma loro.... quale sarà il loro futuro? Ci sarà un ritorno indietro, a valori più condivisibili, oppure il mondo andrà ancora avanti in questa direzione? E' questo IL futuro?? Se sì, mi viene da pensare che per fortuna non ci sarò....

La guerra in Ucraina apre un nuovo scenario, potrebbe essere la catastrofe oppure una riscoperta di valori, oppure (purtroppo) ci americanizzeremo sempre di più e ci (li) aspetta ancora il peggio.

Guardo i miei figli, venuti dall'altra parte del mondo, un mondo dominato dagli stati uniti, dalla coca cola e la nestlè e non capisco cosa possano aspettarsi dal futuro. Prenderanno tutto quello che arriva senza farsi domande? O si ribelleranno? Si sveglieranno da questo torpore?

Io, io che non vado più alle manifestazioni perché ormai non mi riconosco più in nessun schieramento, perché la violenza mi fa paura, perché si rischia sempre di essere manipolati.... di cosa posso lamentarmi dopo essere stata una adolescente punk, ribelle fino al midollo??

Capisco il disagio degli adolescenti, a volte mi ci riconosco pure. Anche se il mondo corre velocemente avanti.... e noi stiamo a guardare.




domenica 15 agosto 2021

Adozione: l'importanza del fare nido

 


Ai corsi preadottivi si sente spesso parlare dell'importanza di fare nido al rientro, spesso impropriamente si parla di questo solo riferito ai figli, ma, qualche illuminato, parla giustamente anche della coppia.

Giustamente perché uno/due/tre... figli che arrivano in famiglia sono uno scombussolamento totale degli equilibri, quindi non solo loro hanno bisogno di prendere le misure, ma anche noi adulti.

All'inizio è tutto maledettamente difficile, ti ritrovi a fare o a dire cose che non avresti mai pensato di sentirti dire, o a usare un tono di voce che non avresti mai usato.... Io mi sono sentita spesso mio padre sulla spalla. Lui e non mia madre, perché mentre mia madre è stata assorbita per osmosi, con mio padre le cose sono state più difficili (e i miei genitori si sono divorziati quando ero assai giovincella) ed era la persona da cui ritenevo di essere più lontana in assoluto in termini di imprinting educativo. Invece no, invece ecco la frase che avrebbe detto lui uscirmi dalle labbra, ecco che mi detesto per averla detta.... 

Quindi da una parte c'è da fare i conti con i nuovi equilibri, dall'altra trovare la propria via, il proprio modello (e non c'è tanto tempo per costruirlo, i figli adottivi sono grandicelli, capiscono, si adeguano, ti mettono alla prova....), in più, proprio perché sono grandicelli, hanno assorbito altre modalità e, all'inzio, ti devi adattare... non ti ascoltano se non urli?? e tu urla... arriverà il momento in cui il tono di voce tornerà normale, devi essere autoritaria mentre vorresti essere autorevole?? sii autoritaria, l'autorevolezza arriverà.

Lo dico adesso, ma quanto mi sono odiata i primi tempi.....

Infine (at least but not last) c'è la coppia, la coppia che dovrebbe trovare il modo e il momento per confrontarsi, che dovrebbe litigare sottovoce e di nascosto per non squillibrare il delicato equilibrio, la coppia che ha bisogno di rafforzarsi per affrontare tutte le burrasche che stanno arrivando.

Quindi ecco, la famiglia, quella di origine (i nonni, gli zii..), farebbe bene a dare tempo alla nuova famigliola appena formata di trovare un suo equilibrio, ovviamente fremono per vederli, coccolarli, viziarli... e lo possono fare, ma stando FUORI (ripeto: FUORI) da tutto quello che non li riguarda direttamente.

Non si mette in discussione davanti ai figli qualcosa che ha fatto uno dei genitori, non si contraddice, non si dà un consiglio non richiesto... suoceri, nonni, zii e tutto il resto.... mordetevi le vostre maledette lingue!!!!

Quindi, è bene prendersi tempo, tenere fuori con gentilezza i nonni magari raccontandogli le difficoltà, cercando confronto e conforto da loro, invitandoli a non esprimere giudizi o a mettere in discussione un neo-genitore.

Perché un neo-genitore sta affrontando tutte quelle burrasche di cui sopra. ha bisogno di sostegno, non di altro. E qui la coppia dev'essere dannatamente forte, perché uno dei due si farà carico di tanto lavoro e l'altro dovrà aiutare, sostenere, rincuorare, affermare, sostituire l'altro quando questo non ce la fa a fare tutto.... anche se non chiede aiuto. 

E noi, invece, su tutto questo abbiamo fatto il botto.

Nessuna di queste cose è stata osservata, l'invadenza dei nonni, la mancanza di ascolto, di empatia, anche all'interno della coppia, hanno decretato la fine burrascosa della neo-famiglia.

Un crescendo di tensioni e di rancori, che mi hanno portata a chiedermi se non fosse meglio avere due genitori divorziati che un modello come il nostro (vedi sopra quanto ritorni l'imprintig familiare "mio padre sulla spalla"), due genitori che si parlavano a malapena, non si toccavano mai, non si cercavano.

E alla fine (dopo anni di discussioni e di ricerca di un equilibrio anche precario) me ne sono andata, creando un gran bel casino. Attualmente mia figlia vive principalmente con suo padre e mio figlio principalmente con me.

La differenza è che mio figlio non viene stordito dalle cattiverie contro il padre, quindi ogni tanto lo vede. A mia figlia viene detto di tutto di più e quindi non la vedo da quasi un anno.

Quindi cosa ho mai da pontificare io? NIENTE.. infatti non pontifico, racconto solo la mia esperienza.

Forse un giorno le cose cambieranno, forse entrambi troveranno un equilibrio che adesso non hanno e trascorreranno più tempo con entrambi, non lo so, lo spero.

Con mio padre andò a finire che dopo 4 anni di lontananza mi riavvicinai... ma ci fu un gran bel lavoro di squadra alle mie spalle, dalla sua attuale moglie che ha fatto da tramite per molto tempo, a mia madre che non ha mai proferito parola contro mio padre. Non è questa la situazione. Ma, forse, lo spero, un giorno mia figlia capirà che tutto quello che le viene detto scaturisce solo dalla rabbia e non dalla ragione.

E mio figlio? Beh, lui ha principalmente bisogno di tranquillità, quindi ha scelto questa soluzione solo per poter vivere sereno, quindi quando tanta acqua sarà passata sotto i ponti e la ragione avrà ritrovato un suo spazio, allora credo che non tarderà a cercare suo padre.

domenica 1 agosto 2021

Alla ricerca del tempo perduto

 



Dicevo che sono entrata in fissa con le nuvole, mai frase fu più vera.

Ho cominciato un corso di acquerelli (in mancanza dello yoga nella pausa estiva dipingere E' meditazione) e anche lì la cosa che mi è piaciuta di più tra le cose fatte è una sperimentazione su come si mescolano i colori e, in mezzo, ci ho infilato delle nuvole... il prossimo che farò sarà la riproduzione di questa foto, le nuvole sono proprio belline, lassù, sul crinale del monte bruciato.

Erano anni che non prendevo in mano un pennello (e si vede dai risultati), benché ci sia stupore per l'ultima arrivata, io LO SO che questo non è il mio massimo, lo so che sto copiando, mi ispiro, mi metto in gioco e tengo basso il profilo, so che i risultati sono da scuola elementare.

Ma, appunto, le nuvole mi seguono anche lì. Perché la mia testa è tra le nuvole.

Ci vuole tempo per ricostruirsi.... forse tanto, forse anche troppo, non lo so.

Perché tutti questi miei scritti in realtà sono molto collegati tra di loro, magari parlo di adozione, o di morte, o di nuvole.... ma tutte queste cose stanno insieme, dentro di me.

Una persona che affronta un'adozione, un lutto, una separazione... si deve ricostruire.

Negli ultimi anni mi sono sentita fredda e estranea a tutto e tutti. Continuo a sentirmici, ma a tratti mi ritrovo, a tratti ritrovo l'entusiasmo, l'apertura agli altri....

Tempo fa (non tanto) avevo scritto questo, che poi ha dato seguito ad altri "pezzi", in cui mi ritrovo tantissimo, dove i ragni rappresentano il tempo e gli amici (e sì, c'è una citazione di De André) e quella persona a cui parlo è un'amica, non un nuovo amore che ancora sono lontana da accettare di vivere.


CUORE MURATO

 

Lo sai, non ho più dato la chiave d'accesso a nessuno.

Ho costruito un piccolo muro, piccolo ma solido intendiamoci, una roccaforte, senza porte né ponti levatoi, in cui tenerlo protetto dai venti e dalle tempeste oceaniche.

Non sapevo come proteggerlo, era a pezzi.

Sai quando ti ho cominciato a raccontare le mie paure? Quando mi sono aperta a te, che mi ascoltavi con attenzione, e ti ho parlato della burrasca emotiva in cui mi trovavo? È stato allora che ho cominciato a raccogliere pietre e terra. Ho imparato l'arte dei muri a secco.

Il muro che avevo costruito prima, tra me e Lui, pian piano si è sgretolato. Non ne avevo più bisogno, il mio cuore era protetto, al calduccio.

Quello che poi ho dovuto affrontare è stata un'altra (ri-)costruzione, quella di me.

I miei pezzi erano stati sparpagliati dal vento e dalle burrasche.

Prima di tutto ho costruito un nido, dove mettere radici e sentirmi al sicuro. Anche se al sicuro non mi sentivo.

La paura si doveva essere infilata in qualche valigia e me l'ero portata dietro.

La sera controllavo le porte. La notte mi svegliavo. Di giorno mi guardavo intorno.

Non avevo nessuna certezza e nessuna rete di salvataggio.

Ma i ragni mi hanno aiutata, tessendo una rete e raccogliendo i pezzetti con le loro zampette lunghe.

Io, allergica e solitaria, li ho dovuti ringraziare di esistere. I ragni erano venuti ad aiutarmi, hanno fatto tante simpatiche ragnatele nella mia nuova casa.

È stata la loro pazienza a farmi ritrovare quei pezzi di me di cui mi ero scordata.

 

Le mie tristezze, le insicurezze, le paure, hanno lasciato po' di spazio alle mie passioni, alla gioia, alla voglia di ridere e di condividere.

Un pochino, non tantissimo, ma quel che basta per far cominciare a germogliare tutto il resto.

 

Le radici pian pianino stanno affondando nel terreno, che si è rivelato ben più irrigato e soffice del previsto.

Quanto alla rete di salvataggio, beh, un po' i ragni, un po' si sta consolidando l'abitudine nel navigare a vista, senza bussole né mappe, e quest'oceano, che mi sembrava minaccioso, comincia a sembrarmi un mare. Più calmo. Più piatto.

 

La strada è lunga e tortuosa, ci sono ancora tante miglia davanti a me.

Devo ancora trovare la forza e il coraggio di abbandonare quella roccaforte che tiene il mio cuore al sicuro, perché lui, per ora, sta benissimo lì dov'è, ma a volte mi manca il suo battito...