domenica 1 agosto 2021

Alla ricerca del tempo perduto

 



Dicevo che sono entrata in fissa con le nuvole, mai frase fu più vera.

Ho cominciato un corso di acquerelli (in mancanza dello yoga nella pausa estiva dipingere E' meditazione) e anche lì la cosa che mi è piaciuta di più tra le cose fatte è una sperimentazione su come si mescolano i colori e, in mezzo, ci ho infilato delle nuvole... il prossimo che farò sarà la riproduzione di questa foto, le nuvole sono proprio belline, lassù, sul crinale del monte bruciato.

Erano anni che non prendevo in mano un pennello (e si vede dai risultati), benché ci sia stupore per l'ultima arrivata, io LO SO che questo non è il mio massimo, lo so che sto copiando, mi ispiro, mi metto in gioco e tengo basso il profilo, so che i risultati sono da scuola elementare.

Ma, appunto, le nuvole mi seguono anche lì. Perché la mia testa è tra le nuvole.

Ci vuole tempo per ricostruirsi.... forse tanto, forse anche troppo, non lo so.

Perché tutti questi miei scritti in realtà sono molto collegati tra di loro, magari parlo di adozione, o di morte, o di nuvole.... ma tutte queste cose stanno insieme, dentro di me.

Una persona che affronta un'adozione, un lutto, una separazione... si deve ricostruire.

Negli ultimi anni mi sono sentita fredda e estranea a tutto e tutti. Continuo a sentirmici, ma a tratti mi ritrovo, a tratti ritrovo l'entusiasmo, l'apertura agli altri....

Tempo fa (non tanto) avevo scritto questo, che poi ha dato seguito ad altri "pezzi", in cui mi ritrovo tantissimo, dove i ragni rappresentano il tempo e gli amici (e sì, c'è una citazione di De André) e quella persona a cui parlo è un'amica, non un nuovo amore che ancora sono lontana da accettare di vivere.


CUORE MURATO

 

Lo sai, non ho più dato la chiave d'accesso a nessuno.

Ho costruito un piccolo muro, piccolo ma solido intendiamoci, una roccaforte, senza porte né ponti levatoi, in cui tenerlo protetto dai venti e dalle tempeste oceaniche.

Non sapevo come proteggerlo, era a pezzi.

Sai quando ti ho cominciato a raccontare le mie paure? Quando mi sono aperta a te, che mi ascoltavi con attenzione, e ti ho parlato della burrasca emotiva in cui mi trovavo? È stato allora che ho cominciato a raccogliere pietre e terra. Ho imparato l'arte dei muri a secco.

Il muro che avevo costruito prima, tra me e Lui, pian piano si è sgretolato. Non ne avevo più bisogno, il mio cuore era protetto, al calduccio.

Quello che poi ho dovuto affrontare è stata un'altra (ri-)costruzione, quella di me.

I miei pezzi erano stati sparpagliati dal vento e dalle burrasche.

Prima di tutto ho costruito un nido, dove mettere radici e sentirmi al sicuro. Anche se al sicuro non mi sentivo.

La paura si doveva essere infilata in qualche valigia e me l'ero portata dietro.

La sera controllavo le porte. La notte mi svegliavo. Di giorno mi guardavo intorno.

Non avevo nessuna certezza e nessuna rete di salvataggio.

Ma i ragni mi hanno aiutata, tessendo una rete e raccogliendo i pezzetti con le loro zampette lunghe.

Io, allergica e solitaria, li ho dovuti ringraziare di esistere. I ragni erano venuti ad aiutarmi, hanno fatto tante simpatiche ragnatele nella mia nuova casa.

È stata la loro pazienza a farmi ritrovare quei pezzi di me di cui mi ero scordata.

 

Le mie tristezze, le insicurezze, le paure, hanno lasciato po' di spazio alle mie passioni, alla gioia, alla voglia di ridere e di condividere.

Un pochino, non tantissimo, ma quel che basta per far cominciare a germogliare tutto il resto.

 

Le radici pian pianino stanno affondando nel terreno, che si è rivelato ben più irrigato e soffice del previsto.

Quanto alla rete di salvataggio, beh, un po' i ragni, un po' si sta consolidando l'abitudine nel navigare a vista, senza bussole né mappe, e quest'oceano, che mi sembrava minaccioso, comincia a sembrarmi un mare. Più calmo. Più piatto.

 

La strada è lunga e tortuosa, ci sono ancora tante miglia davanti a me.

Devo ancora trovare la forza e il coraggio di abbandonare quella roccaforte che tiene il mio cuore al sicuro, perché lui, per ora, sta benissimo lì dov'è, ma a volte mi manca il suo battito...

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