lunedì 29 ottobre 2012


Chi mi conosce sa che da tempo sto preparando tutto per un'adozione, molte volte ho scritto qualcosa sul tema, ma è difficile parlarne serenamente quando si è in corsa e gli ostacoli da saltare sono innumerevoli, così ho sempre cestinato i post e così è da tanto che non scrivo, perché il mio privato negli ultimi due anni ha ruotato molto intorno a questo mondo, quindi era difficile parlare di altro.

Adesso penso di aver trovato il modo. Così, per avvicinarvi a questo mio mondo privato, vi lascio una delle due storie scritte nel periodo della preparazione-attesa per il corso con i servizi territoriali, la consegna era: "racconta a tuo figlio la sua storia" (se fate i bravi poi ve ne racconto un'altra... :-))
a.a.e. astenersi attivamente emotivi

Nina e l'età dei perché
Nina si siede davanti a me mentre cucino e mi fissa con i suoi occhioni grandi, indagatori, che preannunciano una domanda a cui non saprò rispondere come si deve, ormai lo so.
"Mamma, perché tu e il papà siete bianchi bianchi e io sono così nera?"
"Ninetta cara, ne abbiamo già parlato, ricordi? la cicogna ha smarrito la strada e, sciocchina, prima di arrivare da noi ha..."
"e perché ha smarrito la strada??"
"perché le cicogne non sanno leggere le cartine, infatti lei la teneva sottosopra e non..."
"e perché non sanno leggere le cartine??"
"Ninetta, questa è un'altra storia, per ora ti basti sapere che la cicogna quel giorno non era andata a scuola e quindi non ha imparato a leggere le cartine"
"e perché non era andata a scuola?"
"Ninetta dai, torniamo a noi... dicevamo che la cicogna aveva perso la strada e allora, prima di arrivare da noi, ha fatto tanti e tante volte il giro della terra e quindi sei stata tanto al sole... ecco perché sei nera nera come il carbone!"
"ma perché aveva fatto tante volte il giro della terra?"
"perché non ci trovava, infatti si è sbagliata ed è andata da un'altra mamma, ma non era ancora il suo momento, allora lei ti ha portata a noi che ti cercavamo da tanto tempo e non sapevamo dove eri"
"e perché non sapevate dove ero??
"perché la cicogna era stanca e si era fermata a riposare".

Nina cresce e chiede ancora perché
Nina si è fatta grande, ormai va a scuola, i compagni la prendono in giro, dicono che la sua mamma non l'ha voluta. Lei cerca di spiegare, cerca di darsi una ragione, ma alla cicogna non crede già più e a volte piange sconsolata.
Torna di nuovo da noi, con una domanda che brucia, ma stavolta va dal suo papà, perché con lui sta instaurando un rapporto diverso, c'è più complicità, c'è una sorta di patto tra loro due che a volte un po' invidio.
Li sento che parlottano. Nina chiede. Nina ascolta. Nina chiede ancora.
Il papà, con tanta pazienza, le ripete, per l'ennesima volta, la nostra storia, la SUA storia. Le dice che la sua mamma non l'abbiamo conosciuta, non sappiamo chi fosse, nessuno lo sa, ma probabilmente ha fatto il più grande atto di amore possibile: ha affidato la sua bambina, il suo tesoro, a chi la poteva amare e crescere, perché lei non poteva, forse perché non aveva un tetto, forse perché era troppo giovane, o forse non aveva di che darle da mangiare... Sicuramente ci doveva essere una ragione MOLTO importante per non tenerla con sé, perché era la bambina più bella e più intelligente del mondo e nessuno se ne vorrebbe separare...
Nina annuisce, pensa... chiede ancora, infine sembra soddisfatta. Ecco di nuovo la Nina che conosco! la sento ridere e scherzare con il papà mentre li chiamo per la cena.

Nina e l'adolescenza
Nina adolescente ci urla contro che NON SIAMO I SUOI GENITORI, non abbiamo diritti su di lei, non possiamo dirle cosa può e cosa non può fare... avremmo dovuto lasciarla lì, con la sua mamma.
Sbatte forte la porta e si chiude in camera sua.
Cerchiamo di parlarci ma è dura. E' dura per noi. Ma è sopratutto dura per lei, lo sappiamo bene.
Sappiamo che si tratta di un momento delicato, che passerà. Ce la mettiamo tutta per essere sempre al suo fianco, per darle quel sostegno che anche se non chiede vediamo che cerca.
Continuiamo a ripeterci che è importante il dialogo. E infatti quel dialogo costruiamo giorno per giorno. E arriverà finalmente il giorno in cui Nina si accetterà, accetterà che niente abbiamo potuto fare per la sua mamma, accetterà che lei è bella così come è, con la sua storia, con i suoi genitori.
Per il momento anche stasera mangiamo soli.