giovedì 1 novembre 2012

Portugal: Lisboa e Porto



Come non raccontare che siamo (finalmente!!) stati in Portogallo??? Era da una vita che volevo andarci, ad essere sinceri sono un po' ossessiva con le mie fisse, e per un po' di anni era stato il Portogallo ad ossessionarmi, da piccola era Milano (mio padre ci andava spesso per lavoro e lo imploravo di portarmi con sé ma, per ovvie ragioni - e dove stai mentre sono al lavoro? -, non mi ci ha mai portata), poi con l'età della (maggior) ragione è diventata l'Australia e, credo dai 12 ai 20 anni sia rimasta in vetta alle mie preferenze, poi il Madagascar, la Nuova Zelanda, insomma, la natura, non più città ma luoghi, gente diversa da noi, forse un po' stufa dell'Europa, che ho visitato in lungo e in largo e in cui tutti ci assomigliamo forse anche più di quel che crediamo, è finalmente arrivato il momento dell'esplorazione del diverso, conoscerlo per capirlo.
Sono una cultrice della diversità, credo che nella diversità ci sia ricchezza, ci sia confronto e crescita, nell'omologazione ci sia invece appiattimento e chiusura (ovviamente dipende dalle persone!).
Per questo l'anno scorso mi sono innamorata di Istanbul, una città così sorprendente sotto questo punto di vista!
Quando ero piccola la diversa ero io, straniera in italia, eravamo tra i primi e per tutti eravamo "strani", parlavamo un'altra lingua, mangiavamo cose diverse... a volte faccio il parallelo con gli stranieri che ci sono adesso e penso a quanto eravamo poco diversi invece noi.... quel che allora erano nomi e cognomi difficili adesso sono una sciocchezza, ne parlavamo l'altro giorno con la signora dell'ufficio passaporti, che quando mi ha risposto "ma il suo cognome è facile!" mi ha fatta sorridere, ripensando invece ad allucinanti figure paleolitiche in comune in cui per farglielo scrivere correttamente ci diventavo scema, malgrado cercassi sempre di dare un documento per facilitare, ma spesso volevano fare i "saputelli"... la migliore di queste scenette tragicomiche è quella di una impiegata dell'anagrafe che mi dice "ma no, ma no, mi dica pure, a me piacciono le lingue!" al che inizio con "H come hotel... O come" "aspetti!!! vuole che scriva HOTEL??" le detti subito il documento e basta, che non se ne parli più, saprà le lingue ma un cognome è un cognome e io non mi chiamo HOTELOTRANTOUDINEBARIEMPOLINAPOLI!

Ma eravamo a Lisbona, o meglio, stavamo per partire per Lisbona e Porto... di Lisbona ho adorato il miscuglio di razze che si incrociano, si baciano, si mescolano e rimescolano ancora e ancora per dar vita ad una nuova razza che è fantastica, e mi è sembrato che si rispettassero e mescolassero senza problemi, ho adorato camminare su e giù per Lisbona e prendere il famoso trammino 28 da un capolinea all'altro per far foto e stare a contatto con la gente (questa è una cosa che mi piace tanto fare quando vado nelle città: salire sui mezzi di trasporto e farmi portare, osservare la gente, l'architettura, le periferie e poi tornare a fare la turista...)

lunedì 29 ottobre 2012


Chi mi conosce sa che da tempo sto preparando tutto per un'adozione, molte volte ho scritto qualcosa sul tema, ma è difficile parlarne serenamente quando si è in corsa e gli ostacoli da saltare sono innumerevoli, così ho sempre cestinato i post e così è da tanto che non scrivo, perché il mio privato negli ultimi due anni ha ruotato molto intorno a questo mondo, quindi era difficile parlare di altro.

Adesso penso di aver trovato il modo. Così, per avvicinarvi a questo mio mondo privato, vi lascio una delle due storie scritte nel periodo della preparazione-attesa per il corso con i servizi territoriali, la consegna era: "racconta a tuo figlio la sua storia" (se fate i bravi poi ve ne racconto un'altra... :-))
a.a.e. astenersi attivamente emotivi

Nina e l'età dei perché
Nina si siede davanti a me mentre cucino e mi fissa con i suoi occhioni grandi, indagatori, che preannunciano una domanda a cui non saprò rispondere come si deve, ormai lo so.
"Mamma, perché tu e il papà siete bianchi bianchi e io sono così nera?"
"Ninetta cara, ne abbiamo già parlato, ricordi? la cicogna ha smarrito la strada e, sciocchina, prima di arrivare da noi ha..."
"e perché ha smarrito la strada??"
"perché le cicogne non sanno leggere le cartine, infatti lei la teneva sottosopra e non..."
"e perché non sanno leggere le cartine??"
"Ninetta, questa è un'altra storia, per ora ti basti sapere che la cicogna quel giorno non era andata a scuola e quindi non ha imparato a leggere le cartine"
"e perché non era andata a scuola?"
"Ninetta dai, torniamo a noi... dicevamo che la cicogna aveva perso la strada e allora, prima di arrivare da noi, ha fatto tanti e tante volte il giro della terra e quindi sei stata tanto al sole... ecco perché sei nera nera come il carbone!"
"ma perché aveva fatto tante volte il giro della terra?"
"perché non ci trovava, infatti si è sbagliata ed è andata da un'altra mamma, ma non era ancora il suo momento, allora lei ti ha portata a noi che ti cercavamo da tanto tempo e non sapevamo dove eri"
"e perché non sapevate dove ero??
"perché la cicogna era stanca e si era fermata a riposare".

Nina cresce e chiede ancora perché
Nina si è fatta grande, ormai va a scuola, i compagni la prendono in giro, dicono che la sua mamma non l'ha voluta. Lei cerca di spiegare, cerca di darsi una ragione, ma alla cicogna non crede già più e a volte piange sconsolata.
Torna di nuovo da noi, con una domanda che brucia, ma stavolta va dal suo papà, perché con lui sta instaurando un rapporto diverso, c'è più complicità, c'è una sorta di patto tra loro due che a volte un po' invidio.
Li sento che parlottano. Nina chiede. Nina ascolta. Nina chiede ancora.
Il papà, con tanta pazienza, le ripete, per l'ennesima volta, la nostra storia, la SUA storia. Le dice che la sua mamma non l'abbiamo conosciuta, non sappiamo chi fosse, nessuno lo sa, ma probabilmente ha fatto il più grande atto di amore possibile: ha affidato la sua bambina, il suo tesoro, a chi la poteva amare e crescere, perché lei non poteva, forse perché non aveva un tetto, forse perché era troppo giovane, o forse non aveva di che darle da mangiare... Sicuramente ci doveva essere una ragione MOLTO importante per non tenerla con sé, perché era la bambina più bella e più intelligente del mondo e nessuno se ne vorrebbe separare...
Nina annuisce, pensa... chiede ancora, infine sembra soddisfatta. Ecco di nuovo la Nina che conosco! la sento ridere e scherzare con il papà mentre li chiamo per la cena.

Nina e l'adolescenza
Nina adolescente ci urla contro che NON SIAMO I SUOI GENITORI, non abbiamo diritti su di lei, non possiamo dirle cosa può e cosa non può fare... avremmo dovuto lasciarla lì, con la sua mamma.
Sbatte forte la porta e si chiude in camera sua.
Cerchiamo di parlarci ma è dura. E' dura per noi. Ma è sopratutto dura per lei, lo sappiamo bene.
Sappiamo che si tratta di un momento delicato, che passerà. Ce la mettiamo tutta per essere sempre al suo fianco, per darle quel sostegno che anche se non chiede vediamo che cerca.
Continuiamo a ripeterci che è importante il dialogo. E infatti quel dialogo costruiamo giorno per giorno. E arriverà finalmente il giorno in cui Nina si accetterà, accetterà che niente abbiamo potuto fare per la sua mamma, accetterà che lei è bella così come è, con la sua storia, con i suoi genitori.
Per il momento anche stasera mangiamo soli.

lunedì 14 maggio 2012

Il vostro WC è pulito??


Il mio, come vedete, sta subendo un'ispezione.... risultato: il detergente autoprodotto ha superato la prova del nasino più critico!
Non molto tempo fa ho scoperto, al mio negozietto bio, un libro sull'autoproduzione di saponi e detergenti per la casa (ovviamente scritto da una blogger... come no?!?).
ricetta 59: DISINFETTANTE PER WC, come non provarla??


Mi sono attrezzata, ho comprato tutto quel che mi mancava (tutto!) e ho provato, il risultato è che è incredibilmente facile e funziona davvero bene.

Per chi come me ignorasse: il borace è un sale (sodio borato) che si trova naturalmente nei laghi, infatti si deposita in quei laghi che sono sottoposti ad evaporazioni stagionali. Assolutamente naturale quindi!

Vedrete, niente di più semplice:

ingredienti
290 ml di aceto bianco
200 ml di acqua del rubinetto
20 gr di borace
5 ml di detersivo per i piatti
50 gocce di olio essenziale di pino (o di limone o di quel che preferite!)

In una insalatiera mescolare l'aceto con l'acqua, quindi aggiungere il borace, mescolare finché si sarà completamente sciolto e la soluzione sarà tornata limpida.
Versate la soluzione in uno spruzzino da 500 ml, aggiungete il detersivo per i piatti e, infine, l'olio essenziale che avrete scelto. Chiudete e agitate bene.

Quando vorrete disinfettare il vostro wc spruzzatelo dentro e fuori, lasciate agire qualche minuto (il libro dice almeno 20, ma io lo lascio MOLTO meno ed uso una spugnetta per spargerlo bene ovunque), poi risciacquate.

Lo trovo molto utile sopratutto quando i gatti lasciano simpatiche tracce in giro per casa... una spruzzatina e via!

mercoledì 2 maggio 2012

Merlino

Un post dedicato a lui, in questa serata malinconica e alcolica, ci sta tutto.
Ieri abbiamo trovato un giovane merlo nel nostro giardino (non quello della foto, non abbiamo fatto in tempo ad "immortalarlo"), probabilmente caduto dal nido mentre sperimentava i suoi primi voli non riusciva a tornare sul tetto.
Salvato dalle grinfie di tre gatti famelici che non hanno fatto a tempo ad avvicinarlo, siamo riusciti a metterlo in salvo ma non a salvargli la vita.
Stamani Merlino è morto, l'ho sotterrato stasera nel mio giardino, sotto alle rose.
Improvvisamente mi sento cittadina e inutile, non sono riuscita a capire cosa potevo fare per lui... possibile che abbiamo perso così tanto il contatto con la natura? Possibile non riuscire a capire come aiutare un povero uccellino?
Da oggi voglio imparare... non ci saranno altri merlini.